Guida settoriale

Competenze digitali nella PA: guida pratica a DigComp 2.2

InsightLearn Team · 14 agosto 2026 · 10 min di lettura

DigComp 2.2 è il quadro europeo delle competenze digitali dei cittadini, pubblicato dal Centro comune di ricerca della Commissione europea. Organizza 21 competenze in 5 aree e 8 livelli di padronanza. Per un ente pubblico è la base per mappare le competenze del personale e costruire un piano formativo verificabile.

La formazione digitale nel settore pubblico ha un vincolo che l'azienda privata non ha: deve essere documentabile. Chi progetta un piano formativo per un comune, un'azienda sanitaria o un ente di ricerca deve poter dire, con un linguaggio riconoscibile da chi controlla, quali competenze sono state acquisite e a quale livello. Un elenco di corsi frequentati non basta; serve un quadro di riferimento condiviso. In questa guida trovi la struttura di DigComp 2.2, la scala dei livelli di padronanza, un metodo in cinque passi per costruire il piano e i requisiti da verificare in una piattaforma destinata al settore pubblico.

Che cos'è DigComp 2.2?

DigComp è il Digital Competence Framework for Citizens: un quadro di riferimento europeo che descrive che cosa significa essere digitalmente competenti. Non è una certificazione né un programma di corsi, ma un vocabolario comune con cui descrivere competenze, progettare formazione e valutare i risultati. La versione 2.2, pubblicata nel 2022 dal Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea, mantiene invariata l'impalcatura delle versioni precedenti e ne aggiorna gli esempi, aggiungendo in particolare le conoscenze legate ai sistemi di intelligenza artificiale e al lavoro con i dati.

L'impianto è lo stesso dal 2013: 5 aree di competenza che raccolgono complessivamente 21 competenze. Le aree non sono materie da insegnare in sequenza, ma dimensioni che convivono in ogni attività lavorativa.

Le 5 aree di DigComp 2.2 e le 21 competenze (fonte: JRC, DigComp 2.2, 2022) — la colonna a destra è una lettura applicativa per il settore pubblico
AreaCompetenzeChe cosa copreEsempio di attività in un ente
1. Alfabetizzazione su informazioni e dati3Cercare e filtrare dati e contenuti, valutarne l'attendibilità, gestirli e archiviarliVerificare la fonte di un dato prima di usarlo in un atto; organizzare un archivio digitale coerente
2. Comunicazione e collaborazione6Interagire e condividere con strumenti digitali, esercitare la cittadinanza, collaborare, netiquette, gestire l'identità digitaleGestire un procedimento con più uffici su strumenti condivisi; comunicare con l'utenza in modo tracciabile
3. Creazione di contenuti digitali4Produrre e rielaborare contenuti, diritto d'autore e licenze, nozioni di programmazioneRedigere un documento accessibile e riusabile; pubblicare dati aperti con licenza corretta
4. Sicurezza4Proteggere dispositivi, dati personali e riservatezza, salute e benessere, ambienteRiconoscere un tentativo di phishing; applicare le regole sul trattamento dei dati dei cittadini
5. Risolvere problemi4Risolvere problemi tecnici, individuare bisogni e risposte tecnologiche, usare creativamente le tecnologie, colmare i propri divari di competenzaScegliere lo strumento adatto a semplificare un procedimento; riconoscere quando serve formazione aggiuntiva

Il quadro europeo è anche il riferimento su cui poggiano gli strumenti nazionali: in Italia il Syllabus «Competenze digitali per la PA», promosso dal Dipartimento della funzione pubblica per l'autovalutazione e la formazione del personale, adotta l'impianto per aree e livelli di DigComp. Chi progetta formazione dentro un ente può quindi usare la stessa griglia per parlare con l'ufficio personale, con il controllo di gestione e con i fornitori.

Gli 8 livelli di padronanza

Ogni competenza può essere posseduta a profondità diverse. DigComp descrive 8 livelli di padronanza, raggruppati in quattro fasce, definiti in base a tre criteri: la complessità del compito, l'autonomia con cui viene svolto e il dominio cognitivo richiesto. La scala si ispira alla logica dei descrittori dell'EQF, il Quadro europeo delle qualifiche, senza però coincidere con esso: DigComp descrive competenze, l'EQF referenzia qualifiche.

Le quattro fasce di padronanza DigComp e gli 8 livelli corrispondenti (fonte: JRC, DigComp 2.1 e 2.2)
FasciaLivelliComplessità del compito e autonomia
Base1–2Compiti semplici, con guida o con autonomia limitata; memorizzazione e applicazione di procedure note
Intermedio3–4Compiti ben definiti e problemi ricorrenti, svolti in autonomia; comprensione e applicazione consapevole
Avanzato5–6Compiti diversi e problemi non banali; capacità di guidare altri e di adattare le soluzioni al contesto
Altamente specializzato7–8Problemi complessi con molti fattori in gioco; proposta di soluzioni nuove e contributo alla pratica professionale del settore

La scala serve a evitare l'errore più comune nella progettazione formativa: erogare a tutti lo stesso corso. Un addetto al protocollo e un responsabile della transizione digitale hanno bisogno della stessa area (per esempio la sicurezza), ma a livelli molto diversi. Dichiarare il livello atteso in uscita rende il piano leggibile e la valutazione possibile.

Come costruire il piano in cinque passi

  1. Mappa i profili, non le persone. Raggruppa il personale in famiglie professionali omogenee (front office, istruttoria amministrativa, tecnici, dirigenza). Per ciascuna, indica il livello atteso su ognuna delle 5 aree. Il risultato è una matrice compatta, non un questionario individuale.
  2. Misura il divario con un'autovalutazione strutturata. Chiedi alle persone di collocarsi sulla scala di padronanza per ciascuna area, con esempi concreti accanto a ogni livello. L'autovalutazione è uno strumento di orientamento: va incrociata con evidenze osservabili, non usata da sola.
  3. Traduci il divario in risultati di apprendimento. Ogni intervento va descritto con ciò che la persona saprà fare («riconosce e segnala un tentativo di phishing secondo la procedura interna»), non con l'argomento trattato. È la stessa disciplina che l'EQF chiede alle qualifiche.
  4. Scegli la modalità in base al livello. Le fasce base e intermedia si prestano a percorsi asincroni con verifiche automatiche e ripetibili; le fasce avanzate richiedono lavoro su casi reali dell'ente e affiancamento. Usare il video autoconsistente per i livelli alti è la ragione più frequente di piani che non producono cambiamento.
  5. Chiudi il ciclo con evidenze riutilizzabili. Completamenti, esiti delle verifiche e attestazioni devono essere esportabili e leggibili anche fuori dalla piattaforma: servono al controllo di gestione, alla rendicontazione dei fondi e alla programmazione dell'anno successivo.

Il metodo non cambia se l'ente è piccolo: cambia la granularità. Un comune con trenta dipendenti può gestire la matrice in un foglio di calcolo; quello che non può permettersi è saltare il passo del livello atteso, perché senza di esso il piano formativo torna a essere un catalogo.

Cosa verificare in una piattaforma per il settore pubblico

Un ente pubblico ha vincoli specifici, che vanno verificati prima della scelta e non dopo:

Su questi punti InsightLearn è esplicito su ciò che fa e su ciò che non fa: i dati risiedono nell'Unione europea, i corsi del catalogo dichiarano i risultati di apprendimento e al completamento rilasciano certificati verificabili online — attestazioni controllabili da chiunque tramite un identificativo, non qualifiche formali. Per i requisiti organizzativi di un ente il riferimento è la pagina enterprise.

Perché è una priorità europea

Il programma strategico per il decennio digitale, istituito con la Decisione (UE) 2022/2481, fissa per il 2030 due obiettivi che riguardano da vicino gli enti pubblici: almeno l'80% della popolazione adulta con competenze digitali di base e la disponibilità online dei servizi pubblici essenziali per cittadini e imprese. Il secondo obiettivo dipende dal primo anche sul lato interno: un servizio digitale erogato da personale che non padroneggia gli strumenti resta digitale solo sulla carta.

Fonti

Domande frequenti

DigComp è una certificazione?

No. DigComp è un quadro di riferimento pubblicato dal Centro comune di ricerca della Commissione europea: descrive competenze e livelli, ma non rilascia titoli né accredita corsi. Un percorso formativo può dichiarare a quali competenze DigComp si riferisce e a quale livello di padronanza punta; non può definirsi «certificato DigComp».

Quante sono le aree e le competenze di DigComp 2.2?

Le aree di competenza sono 5: alfabetizzazione su informazioni e dati; comunicazione e collaborazione; creazione di contenuti digitali; sicurezza; risolvere problemi. Contengono in tutto 21 competenze, distribuite rispettivamente in 3, 6, 4, 4 e 4. La struttura è invariata rispetto alle versioni precedenti; la 2.2 aggiorna gli esempi, compresi quelli sui sistemi di intelligenza artificiale.

Che differenza c'è tra i livelli DigComp e i livelli EQF?

Entrambi usano una scala a 8 livelli, ma descrivono oggetti diversi. I livelli di padronanza DigComp qualificano quanto una singola competenza digitale è padroneggiata, in termini di complessità del compito e autonomia. I livelli EQF referenziano invece qualifiche formali all'interno del Quadro europeo delle qualifiche. Una persona può avere una qualifica di livello EQF 6 e competenze digitali di fascia base.

La formazione digitale di un ente pubblico deve essere accessibile?

Sì. La Direttiva (UE) 2016/2102 stabilisce requisiti di accessibilità per i siti web e le applicazioni mobili degli enti pubblici, con lo standard armonizzato EN 301 549 come riferimento tecnico. Quando la formazione è erogata tramite una piattaforma web, l'accessibilità va verificata sulla piattaforma e sui materiali: sottotitoli, contrasto, navigazione da tastiera e documenti leggibili dagli screen reader.

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